Un gemellaggio, con Recanati, nel nome della cultura, dell’imprenditoria e della solidarietà. A Visso, alla presenza del presidente della Regione Luca Ceriscioli, il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, ha firmato insieme al primo cittadino vissano, Giuliano Pazzaglini, un protocollo d’intesa per la realizzazione di progetti culturali e turistici tra le due realtà del maceratese legate nel nome di Leopardi: Visso ospita cento manoscritti del poeta, tra i quali “L’infinito” e “ Alla luna”. Insieme alla cultura scende in campo anche la solidarietà dell’imprenditore recanatese Adolfo Guzzini: “un atto dovuto, per la nostra famiglia, a partecipare a questa tragedia. Siamo legati a Visso, vogliamo aiutarla a ripartire e a guardare al futuro con fiducia. La nostra azienda, che crea luce, porterà la luce della speranza. A Natale una luce pulsante si eleverà, dalla piazza principale dal paese, al cielo per far veder che qui c’è vita, cuore e anima. IGuzzini, poi, illuminerà, quando restaurati, la piazza, il duomo e il museo di Visso. Vogliamo far sentire la vicinanza concreta dell’imprenditoria marchigiana alle popolazioni terremotate”. “Viviamo giorni difficili, che sono anche quelli nei quali i marchigiani sanno dare il meglio di se stessi e sanno reagire, ha ribadito il presidente Ceriscioli. Ho trovato tanti sindaci che hanno avuto una grande reazione per superare l’emergenza e tanti altri, come Recanati, che hanno subito offerto un mano. Un aiuto immediato che abbiamo riscontrato ugualmente nel mondo dell’impresa, con tanti imprenditori disponibili a fare la propria parte, in maniera creativa e intelligente, a seconda delle necessità del territorio, per trainare altre iniziative imprenditoriali”. Il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, ha spiegato che il protocollo con Visso nasce dalla collaborazione con i territori, già prima del terremoto, per definire il progetto di “Recanati 2018 – Capitale italiana della cultura”. L’identità, ha detto, “non è campanilismo, ma ricchezza da valorizzare. Uniamo il territorio nel nome di Leopardi perché occorre fare sistema per valorizzare le nostre eccellenze”.
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