Un Uomo Una voce: quasi pronto il film su Beniamino Gigli

Uscirà a febbraio 2017 il film dedicato alla vita di Beniamino Gigli, “Un uomo una voce”, per la regia di Giuseppe Conti. La pellicola, girata in 4K, la tecnologia avanzata dell’Ultra HD, di cui si sta ultimando il montaggio, sarà proiettata in 250 sale italiane. Al momento non sono stati ancora decisi la data dell’anteprima e il luogo, ma molte sono le richieste provenienti dall’estero, soprattutto in Argentina e in Francia. Sicuramente sarà proiettato al Teatro di Helsinki, come ha annunciato il presidente dell’Associazione B. Gigli Pierluca Trucchia. Il film ha avuto un iter lavorativo abbastanza lungo e non sono mancati colpi di scena come la mancata presenza di grandi star del calibro di Philippe Leroy, con cui il regista ha lavorato in precedenza, o Gianluca Ginoble, del trio il Volo, impegnato in varie tournée. Nessuna traccia nemmeno di Olivia Magnani, nipote di Anna, e Claudia Koll, com’era stato annunciato agli inizi di quest’avventura. Il regista ha preferito scegliere personaggi meno famosi e per lo più marchigiani, per dare risalto alla propria ideazione e confezionare un prodotto più artistico, piuttosto che preferire i grandi professionisti i quali avrebbero potuto dare la loro personale visione del ruolo. Conti ha anche smentito alcune voci relative all’assegnazione del budget di 2 milioni di spesa. “Una vera falsità, così come non c’è alcun finanziamento da parte dello Stato, della Regione, del Ministero dei beni culturali” ha detto.  “Il film è un’autoproduzione e dopo anni di lavoro ho investito tutto in questo progetto e siamo su quell’ordine di cifre; inoltre per i produttori indipendenti è cambiata la legge con un incentivo di un 40% sugli incassi; ero già a conoscenza di questa legge e quindi non serviva nemmeno chiedere gli incentivi”. Alcune scene sono state girate nella vecchia scuola di Crispiero, a Montelupone nel Teatro “Nicola degli Angeli, a Porto Recanati nel cortile Lucangeli, a Montarice dove si trova la bellissima Villa Gigli e in diversi luoghi di Recanati come al Duomo e al Colle dell’Infinito, mentre altri scenari recanatesi sono stati ricostruiti in un ex capannone industriale. La trama è incentrata sull’infanzia e l’adolescenza di Gigli fino al momento della sua fama. Al regista non interessa raccontare i fatti più conosciuti della vita del tenore, ma mettere in risalto lo spirito di sacrificio di un ragazzo che, tra molte difficoltà e in tempi non facili, coltiva il suo talento attraverso lo studio, lottando e ottenendo ciò che vuole. La vita di Gigli non fu priva di amarezze e delusioni, eppure affermava con determinazione: “Sono nato povero, è mio dovere aiutare i poveri”. Conti, rimasto colpito dalla grande umanità di Gigli, nel film cerca di mettere in luce questa ulteriore dote per cui il tenore era conosciuto e amato, tanto da essere nominato “Cantore del Popolo”. 

Nella foto: Stefano Gagliardi (Beniamino Gigli), al centro il regista Giuseppe Conti, Mario Leonardi

 

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