E’ stato decisamente troppo per lui e alla fine è andato fuori controllo tanto che è stato necessario il suo ricovero all'ospedale di Civitanova per tutti gli accertamenti del caso: prima la disoccupazione (lui era un muratore) poi il terremoto che lo ha costretto, insieme a tutta la famiglia, a fuggire da Pievebovigliana e rifugiarsi al Natural Village di Porto Potenza Picene e, infine, qualche giorno fa la decisione della sua compagna di dividersi da lui e ritornare a vivere insieme alla sua famiglia di origine, anche questa ospite in questi giorni nello stesso camping.
Si tratta di un uomo di origini polacche di 30 anni che l’altra sera ha dato in scandescenze all'interno del bungalow che lo ospita da quando, appunto, la sua casa è diventata impraticabile. Molto probabilmente ha cercato di spegnere il suo dolore con l’alcool e si è ubriacato: quindi, con un'accetta di sua proprietà si è ferito più volte al volto e su un braccio e infine si è barricato nella casetta di legno che lo ospita e ha iniziato ad urlare con un sottofondo di musica a tutto volume sino alla mattina dopo.
I familiari della ex compagna sono subito accorsi e hanno iniziato a provare a calmarlo ma lui non ha voluto sentire ragioni e neanche di fronte alle suppliche dell’ex cognato ha aperto la porta del bungalow.
A quel punto i responsabili della struttura hanno chiamato i soccorsi. Sul posto è intervenuta la Croce Azzurra di Porto Recanati e i carabinieri di Porto Potenza Picena. Quando hanno provato ad avvicinarsi, i sanitari sono stati minacciati con un coltello dal muratore.
Solo la pazienza e la bravura del comandante dei carabinieri, Salvatore Artese, sono riuscite alla fine ad avere ragione dell’uomo che si è convinto ad aprire la porta e a salire sull'ambulanza per essere accompagnato all’ospedale di Civitanova Marche.
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