Multano un questuante di colore ma lui fa perdere le tracce fornendo false notizie sulla sua residenza.

Ritorna il problema dei questuanti di colore in centro, ma questa volta per una ordinanza emessa ieri dal Comandante dei Vigili Urbani, Luigi Baldassarri. Che è successo? Nel gennaio del 2013 gli agenti elevarono un verbale nei confronti di C.A., un ragazzo di colore sorpreso ad effettuare una forma di questua in C.so Persiani e Piazza Leopardi, ritenuta eccessivamente insistente e fastidiosa. Quel verbale e quella multa da pagare furono consegnati direttamente nelle mani del questuante ma ad oggi non c’è assolutamente traccia del pagamento né il giovane si è sognato di presentare ricorso. A questo punto nel febbraio dell’anno scorso è scattata per lui un’ingiunzione di pagamento. Peccato, però, che lui, nel frattempo, si sia reso irreperibile e l’indirizzo fornito a suo tempo, una fantomatica via della città di Pesaro, in cui diceva di risiedere, è risultata del tutto inesistente come confermato dall’Ufficiale d’Anagrafe di quel Comune. Ma non era possibile sin da subito fare questa verifica? Insomma, il giovane si è pure preso gioco degli agenti che lo avevano fermato e multato. Che resta da fare? Forse archiviare il tutto e non pensare a quanto ci sia costata, in termini umani ed economici, tutta la procedura e la carta utilizzata, anzi sprecata che ora è solo da buttare.

foto repertorio

 

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