Il Comitato dei cittadini a difesa del PPI dell’Ospedale di Recanati oggi consegnerà in Regione le firme raccolte

E’ previsto per questa mattina l’incontro del Comitato dei cittadini nato a difesa del Punto di Primo Intervento del Santa Lucia di Recanati con il presidente della IV Commissione Fabrizio Volpini a cui Ceriscioli ha conferito anche la delega della sanità. A lui i rappresentati del comitato consegneranno le 3.386 firme, a cui si aggiungono altre 1446 arrivate on line, dei cittadini che chiedono il ritiro della delibera della Giunta Regionale con la quale si stabilisce che le case della salute di tipo C, fra cui l’ospedale di Recanati, si trasformino in ospedale di comunità con la conseguente modifica dei posti letto da ospedalieri in cure intermedie.

Per ora sul PPI del Santa Lucia sembra tutto congelato con la decisione del Consiglio regionale di azzerare ogni provvedimento di chiusura almeno sino al giugno prossimo vista la situazione di difficoltà in cui si trova il territorio dopo il terremoto.

Lunedì scorso si sono incontri il sindaco Fiordomo e il consigliere regionale Luca Marconi con il presidente Ceriscioli per fare il punto della situazione.

Intanto proprio in questi giorni ha fatto il suo ingresso in struttura il terzo medico della lungodegenza “questa diventa un’assegnazione permanente legata alla presenza del PPI al S. Lucia”, conferma Marconi che spiega come non sia stato facile reperire il professionista che deve essere specializzato anche per l’emergenza perché durante le ore del giorno, mattina e pomeriggio, a rotazione, insieme alle altre due sanitarie già in organico, dovrà lavorare anche al Punto di Primo Intervento. Per la notte tutto confermato quello che già c’è, e cioè due medici del 118, di cui uno all’ambulanza.

Tra le richieste avanzate dalla delegazione degli amministratori recanatesi l’avvio dell’hospice con almeno 8 posti letto da destinare ai malati non oncologici ma, comunque, con patologie che comportano un fine vita: “un servizio che non c’è né in provincia di Macerata né in quella di Ancona e sarebbe un’eccellenza da collocare nei locali dell’ex chirurgia. Abbiamo ribadito, conclude quindi Marconi, l’esigenza dell’impianto di aria condizionata per la lungodegenza e altri reparti e speriamo di poterlo avere per l’estate prossima. Insomma si respira un clima relativamente positivo!”

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