Teuco, sempre più vicina alla chiusura definitiva

Assemblea dei lavoratori sul futuro della Teuco. Si è parlato dell’istanza di fallimento che il Tribunale ha congelato sino al 13 febbraio 2018 e del concordato in bianco presentato dalla Certina. E’ un quadro, non certo rassicurante, quello illustrato dalle organizzazioni sindacali (Cisl, Cgil e Uil) ai lavoratori riuniti in assemblea al ristorante Moretti di Montelupone. Giuliano Carancini della Cisl ha ricordato il comportamento inaccettabile ed inaffidabile che la Certina (detentrice dell’80% del capitale Teuco) ha avuto, sino ad oggi, nei confronti dei lavoratori chiedendo una proroga della cassa integrazione straordinaria senza dare alcuna garanzia. “Il problema è che noi, invece, ha detto ancora Carancini, vogliamo delle garanzie maggiori rispetto a quelle che ci sono state date precedentemente e che non sono state rispettate. Perché, se è vero che il pagamento avviene attraverso l’anticipo da parte dell'INPS, i lavoratori rischiano di trovarsi, almeno nei primi 3-4 mesi del prossimo anno, senza stipendio perché l'azienda non pagherebbe e bisognerebbe, quindi, aspettare che paghi l’Inps”. Manuel Broglia della Uil denuncia come la proprietà della Teuco continui “a prendere tempo con la presentazione del concordato in bianco mentre da parte del tribunale non è stato ancora nominato un commissario straordinario, situazione che fa presumere che questo concordato non venga concesso. Davanti ad una situazione così complessa la proprietà dimostra tutta la sua inadeguatezza a gestire l’azienda. Il nostro obiettivo è poter portare in salvo più lavoratori possibili e che la Teuco non venga smantellata definitivamente”. Fiducia quasi zero nei confronti dell’attuale proprietà anche da parte di Vincenzo D’Alessandro della Cgil. “Perché se una azienda, afferma, vuol chiedere realmente un concordato avrebbe dovuto presentare un piano industriale e quali risorse impegnare. Ma questo avrebbe dovuto farlo a luglio e non dopo sette mesi che l’azienda è ferma. In tutto questo tempo non c’è stata produzione e una cassa integrazione ridotta perchè in busta paga sono finite ore di ferie che non sono state pagate. E pensare che quando Certina è entrata in Teuco l’azienda contava 190 lavoratori. A distanza di 2 anni e mezzo si sono ridotti a circa 110 unità ma, secondo il ragionamento fatto da Certina nell’ultimo incontro in Regione, questi non potrebbe essere più di 40 o 50”.   

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