Pillole Gigliane, la morte di Don Josè

In questa puntata l’ascolto è dedicato alla romanza “Il fior che a me tu dato” dalla Carmen di Bizet, con la quale Beniamino Gigli debutta nel 1941 a Roma. La cronaca dell’epoca riporta che durante le prove generali talmente era grande l’emozione che svenne. Nel 1949 registrò l’opera alla Scala con Rina Gigli e Ebe Stignani, Gino Bechi, direttore Vincenzo Bellezza, per un film della Scalera Film che non fu mai realizzato. Sarebbe interessante ritrovare la registrazione.

Infine una feroce critica alla recente scelta del regista, appoggiata dall’amministrazione fiorentina, di cambiare il finale dell’opera andata in scena il 7 gennaio al Teatro dell’Opera di Firenze, dove a morire è Don Josè per mano della gitana Carmen anziché il contrario come vuole l’originale.

Secondo il regista per combattere il femminicidio bisogna uccidere di nuovo.  Un messaggio fuorviante con cui non siamo assolutamente d’accordo perché non è con la violenza che si combatte il femminicidio ma nel cambiamento della cultura attraverso un’educazione al rispetto delle persone. Rispetto rivolto anche all’opera che, trattandosi di arte, va accettata così com’è.

C’è il forte sospetto che il regista non sia in buona fede e abbia usato la lotta contro il femminicidio più per scopo pubblicitario che educativo. Della serie "Tutto, purchè se ne parli!"

 

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