Nonostante non pochi precedenti che mi suscitano dubbi, non credo ci possano essere persone che abbiano la disonestà intellettuale di negare a Luigi Einaudi il riconoscimento di essere un esponente di primo piano del pensiero liberale.
Ebbene Einaudi ha sostenuto che l’economia libera non ha una morale, rifiuta una morale, come per Machiavelli avveniva per la politica, perché si tratta di tecniche che hanno leggi proprie, ignorando le quali perderebbero la loro identità.
Io, e magari corro anche il rischio di non stare al passo con i tempi che stiamo vivendo che non disdegnano quell’impostazione, la penso in modo alquanto diverso.
Sia l’economia che la politica debbono tener conto della morale, sia per i riflessi individuali che sociali.
Mi portano a fare questa riflessione le pieghe della vicenda che vede protagonisti De Benedetti con Renzi avente ad oggetto la trasformazione delle banche popolari in società per azioni e che è stata pure sottoposta ad indagine giudiziaria.
Risulta che in un colloquio tra i due si sia parlato della trasformazione delle banche popolari quotate in borsa in spa, oggetto di provvedimenti legislativi in discussione prossimi alla conclusione.
A seguito di questo colloquio De Benedetti ha ordinato al suo broker di fiducia l’immediato acquisto per 5.000.000 € di azioni di banche popolari.
Appena varato il provvedimento di legge, cioè dopo pochi giorni, De Benedetti ha intascato una plusvalenza, che è un guadagno, di 600.000 €.
Oggi, a distanza di tempo dall’accaduto, scoppia il caso e De Benedetti per difendersi dall’accusa di aver spregiudicatamente approfittato della circostanza che gli si era presentata dice che si è limitato, poveretto, ad investire solo 5 milioni, mentre avrebbe potuto investire molto di più se veramente avesse avuto imbeccate precise.
In questa storia, che è da ingenui pensare che sia la prima e l’ultima di tal genere, mi scandalizza tutto il cinismo morale di De Benedetti che scorgo nella sua difesa quando afferma che essendosi limitato nell’investimento lo stesso gli ha fruttato solo 600.000 € di guadagno.
Un minimo di rispetto per i milioni di italiani che 600.000 € li hanno visti con il binocolo dopo tutta una vita di lavoro, io dico che un barlume, non più di un barlume, morale avrebbe dovuto consigliarlo, oggi più che mai.
Gianni Bonfili
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