Beniamino Gigli: un Giusto a favore delle famiglie ebree perseguitate

Altro che "simpatizzante nazista" come è scritto nel libro di Corrado Augias "I segreti di Roma"! Beniamino Gigli, oltre ad essere il più grande tenore del 1900, fu un grande uomo pieno di umanità ed incline alla beneficienza e non si tirò indietro neanche quando si tratto di aiutare famiglie ebree che nel periodo terribile del nazismo si nascondevano alle persecuzioni.

Nel giorno della memoria è giusto ricordare il suo impegno anche per rendere giustizia di tutte le accuse che gli vennero rivolte per presunte simpatie nei confronti del nazifascismo. A darne testimonianza nel 2004 fu anche il tenore domenicano Francisco Casanova, artista affermato in tutta Europa, spesso protagonista delle opere messe in scena dal Metropolitan. Nel maggio di quell’anno Casanova fu scelto per riaprire con un concerto il Teatro Persiani di Recanati, città natale di Gigli, e nell’occasione gli fu conferito il “Gigli d'Oro”. In quell’occasione il tenore americano, durante una breve pausa del concerto, riportò la testimonianza di un’anziana signora ebrea sua vicina di casa sconosciuta ai più. A Casanova l’anziana vicina di Manhattan aveva raccontato di essere stata salvata da bambina dalle persecuzioni naziste, assieme ad altre coetanee, da un prete italiano che le nascose fino alla fine della guerra. Un giorno quel prete ricevette la visita di Gigli che non solo sapeva quel che il sacerdote stava facendo per le bambine ebree ma lo aiutava economicamente nella sua coraggiosa impresa. “Gigli, ha detto Casanova, certo non condivideva le leggi razziali che viveva come una tremenda ingiustizia. E per combatterle rischiò, anche in termini di carriera”.

Lo stesso Pierluca Trucchia, attuale presidente dell’associazione Gigli di Recanati, ha raccolto una copiosa documentazione "di ricordi ed articoli che sono stati scritti in memoria ed in difesa di Gigli che cantò gratuitamente per la povera gente e per finanziare opee di carità. A Roma, nel periodo nero dell'occupazione nazista, molte volte la sua auto, carica di vettovaglie, è partita di notte per portare un aiuto alla povera gente”.

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