Chiusura dell’ufficio entrate a Recanati: il Comune deve chiedere il rispetto della convenzione

“Il Comune di Recanati non può accettare supinamente la chiusura settimanale a giorni alterni di un importante servizio come quello dell’ufficio delle entrate di piazza Leopardi”. Sulla decisione di questa improvvisa riduzione dell’apertura degli sportelli della sede recanatese, scattata il 5 febbraio scorso, interviene Maurizio Paoletti della civica “Per una Recanati migliore” che ha raccolto le proteste di molti cittadini e, soprattutto, degli studi professionali di categoria: commercianti,  artigiani ed industriali che considerano inconcepibile e ingiustificata una riduzione dell’orario di apertura solo nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, cancellando proprio i due giorni del martedì e giovedì dove, con la vecchia convenzione stipulata fra Comune e Agenzia centrale delle Entrate, a fronte della concessione gratuita dei locali e delle utenze, era prevista l’apertura pomeridiana. “Non regge neppure la giustificazione che ci sia stato, con il tempo, un calo di afflusso dei cittadini, come sostiene l’assessore al bilancio Antonio Bravi, perché dalle informazioni raccolte gli utenti sono tanti ogni giorno e provengono anche dai centri vicini”.  Martedì scorso i cittadini che hanno trovato gli uffici chiusi erano numerosi e non sono mancate le inevitabili e comprensibili proteste. “Così, inoltre, si contribuisce ad uccidere, continua Paoletti, la città e il suo centro storico la cui desertificazione è iniziata anni addietro con la chiusura della Pretura , del Poliambulatorio presente nel chiostro di Sant’Agostino e con il trasloco, da circa un anno, di gran parte degli uffici del Comune”. La verità è che dei sei dipendenti in servizio dal 20 febbraio 2014, giorno di riapertura degli sportelli dopo una sospensione del servizio di cinque mesi, derivante dalla chiusura della sede storica di Recanati di via Mattei, ne sono rimasti in attività solo tre perché uno è andato in pensione e gli altri due sono stati trasferiti. “Quindi traspare evidente la volontà dell’Agenzia centrale delle Entrate di portare avanti il disegno della chiusura della sede recanatese anche se in maniera graduale. Tutto questo in violazione dell’accordo, aggiunge Paoletti, stipulato a suo tempo e che deve essere invece rispettato anche perché, da quanto mi risulta, non è stata riscritta nessuna altra nuova convenzione. Insomma, il Comune non solo si fa portare via un pezzo importante del servizio dell’ufficio dell’Entrate ma non chiede neppure ragione del fatto che è stata disattesa la convenzione a suo tempo sottoscritta dalle parti. Una volta bastava la parola per rendere valido un accordo o un atto, oggi neppure un contratto scritto viene rispettato”.  

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