Paolo Tanoni ex consigliere cda Fondazione Ircer si è dimesso dopo circa 2 anni di permanenza all’interno dell’Ente.
Per il cda in carica possa assicurare una continuità gestionale nel segno di quello che abbiamo condiviso insieme, si tratta di gente di straordinaria abnegazione e stanno facendo un ottimo lavoro. Sono persone valide e capaci. Dipende un po’ anche con le attitudini personali. Va integrato? Per me no, mi riferisco alle quote rose: bisogna scegliere le persone per le loro capacità e non in base al sesso. Le quote rosa degli Ircer sono brave per le loro competenze specifiche e hanno fatto un ottimo lavoro. Il cda aveva proposto un nuovo componente: tutto è stato bloccato per l’idea che la politica deve riappropriarsi degli Ircer. Sono contro la politica che cerca il consenso subitaneo.
A Recanati qualsiasi cosa si faccia le critiche piovano da tutte le parti: secondo me abbiamo fatto uno straordinario lavoro che rivendico. I cittadini è ora che si sveglino e capiscano come questi enti vanno gestiti.
Dovevamo comunicare di più le cose fatte ma noi non facciamo i politici e non cerchiamo il consenso ma solo di gestire coerentemente agli scopi dell’Ente.
Il cda non si occupa di pannoloni ma valuta problemi di indirizzo strategico e mi pare che abbiamo lavorato: ora c’è un medico fisso, abbiamo visto i costi di gestione dell’ente paragonandoli con quelli che fanno lo stesso mestiere in Italia. L’ex Presidente Mentrasti non era uno qualsiasi e aveva accesso a tutti i file di tutte le verifiche di qualità della Lombardia e degli altri indicatori di qualità nazionale e con lui abbiamo verificato gli scostamenti ottenendo risparmi di gestione, una maggiore presenza del personale e accrediti diversi per fare meglio il nostro lavoro.
Donazione Merloni per mettere l’aria condizionata, progetto oneroso ma Francesco Merloni ci ha regalato tutto l’impianto per 180 milioni di euro. Gli Ircer hanno sostenuto solo le spese di montaggio dell’impianto.
Secondo me non va chiesto né alla maggioranza né all’opposizione i nomi per il cda degli Ircer perché qui il manuale Cencelli con cui la politica nomina i suoi “trombati” provoca dei disastri nella gestione. Come è concepibile che un ente che ha un patrimonio netto di oltre 94 milioni di euro esprima un fatturato complessivo di 2 milioni e 8 di cui un milione e 8 dall’assistenza e il resto dall’attività agricola? Ma vi sembra naturale che gli Ircer hanno una dotazione patrimoniale di questo genere e un impatto sociale così basso? Quando un cittadino recanatese, normalmente abbiente, regalava un terreno agricolo agli Ircer era l’epoca in cui quel terreno dava un reddito e la gente ci campava. E’ notorio che l’agricoltura oggi non da redditi sostanziosi in merito ai capitale investito. L’Ircer oggi ha 400 ettari di terra con delle case per circa 20 milioni di euro di valore. L’Ircer in passato perdeva con la gestione agricola mentre negli ultimi anni è diventata professionale grazie ad Andrea Sileoni e l’agronomo che fanno uno splendido lavoro. Ma è possibile con questo patrimonio avere un reddito annuo di circa mezzo milione solo? Come montare un’operazione economico-finanziaria per recuperare fondi da investire nell’assistenza socio-sanitaria? Come dismetto il patrimonio? Il cda sarà in grado di farlo, sceglierà di farlo, non lo so. Io che non sono un conservatore l’avrei fatto.
In un paese in cui ogni modifica viene vista in modo strumentale pensate se io avessi proposto di vendere il patrimonio agricolo, magari per fare altra attività in campo sociale o sanitario, che sarebbe successo? Avremo potuto fare una struttura sanitaria d’eccellenza ma per fare questo ci vogliono risorse, uomini, capacità, competenze, di leggere il futuro. Non mi pare che questa capacità di leggere il futuro ci sia dalle critiche che abbiamo ricevuto. Le difficoltà non mi fermano ma qui c’era solo un’idea e renderlo un progetto è tanta fatica, manca un progetto Recanati ed è colpa della politica anche se ultimamente questa Amministrazione mi sembra che sia stata più capace di quelle precedenti da molti punti di vista.
Manca un progetto: è vero che in passato la politica ha interferito con gli Ircer ma quando l’amministrazione chiese agli Ircer, quando c’eravamo noi, di partecipare al projet per la scuola Gigli noi chiedemmo un parere ad un organismo indipendente: fecero un’analisi dicendo che quel progetto dal punto di vista economico non era nell’interesse dell’Ente e noi non andammo avanti. Come non sottolineare che in questa occasione il cda dell’Ente ha avuto la schiena dritta rifiutandosi, nonostante tutte le pressioni, a sottoscrivere quel projet? Il sindaco in quell’occasione aveva l’indirizzo politico di dover realizzare la scuola ma aveva dei limiti nel bilancio con l’indebitamento. Non si è trattato di una contrapposizione ma di punti di vista e di obiettivi diversi: noi dovevamo salvaguardare l’Ente.
Sostanzialmente mi ha stancato la mentalità di questa città per cui ognuno fa qualcosa perché ha un interesse e non si capisce che dietro non c’è niente.
Non ho accettato la presidenza né un incarico di lunga durata ma avete fatto un’analisi di quanto volte mi sono dimesso anche da società quotate, spettacolari perché ogni volta intendo il mio mandato a termine? Dal riallineamento della gestione, situazione di breve durata, alla pianificazione strategica per i prossimi anni, lavoro di ben più lunga durata. Dovevamo sistemare alcune cose degli Ircer e questo era il mio impegno.
Occorre uno sforzo immane e non so se c’è il consenso sociale e bisogna capire a cosa deve essere indirizzato. Me se ho 94 milioni di euro di cui circa 88 milioni di opere d’arte: che ci faccio? Le opere d’arte stanno nello Statuto? Io non le ho trovate. C’è una perizia sul quadro del Lotto. Comodato in corso fra Comune e Ircer: aver ricevuto da Bergamo alcune lettere non entusiastiche del nostro comportamento quando si è trattato di imprestare il quadro per una mostra: prima abbiamo detto di si, poi no, non abbiamo fatto per niente una bella figura. Siamo nell’area dell’accesso non della proprietà. Perché dovremo avere quadri preziosi e non venderlo per fare del bene a qualcuno. Possiamo gestire meglio il quadro del Lotto.
C’era una diatriba fra l’Ircer e la cooperativa sociale “Terra e Vita” per la concessione in affitto del terreno e della casa trasformata in un agriturismo. Terra e Vita chiedeva la concessione per 99 anni: oggi è stata data per altri 30 anni. Quando vado via non posso lasciare un patrimonio minore: dare in affitto quel patrimonio per 99 anni sarebbe stato un incidente mentre per 30 anni l’impatto è mitigato. Abbiamo trovato un compromesso onorevole. Soluzione intelligente a un problema conciliando l’esigenza di non depauperare il patrimonio e quella buona di Terra e Vita.
Abbiamo disperso un patrimonio con la Banca di Credito Cooperativo? Si e potevamo far ben altro. C’è stata una fase nella quale gli sportelli bancari valevano una barca di soldi mentre oggi tutti stanno cercando di chiuderli perché sono una sfortuna. Allora erano al massimo splendore e venivano pagati 6/7 milioni di euro a sportello. Oggi arrivano le fusioni e non sarà più nostra la banca nel futuro. Vogliamo fare la stessa cosa con gli Ircer? Quale sarà il futuro? Quale programma? C’è una visione dello sviluppo della città?
Non mi è passata mai per la testa di fare il sindaco: non perché mi rifiuto. C’è una pubblica amministrazione che è un disastro. Ho visto gente di altissimo livello che come è andato a fare il ministro ha fallito perché l’apparato ereditato non funziona. In America il nuovo presidente cambia tutto l’apparato e vuole la sua squadra e vuol essere responsabile dei suoi risultati con la sua squadra. La burocrazia italiana mette paura. Perché in Francia è diverso? Perché c’è una scuola di alta amministrazione dove vanno non solo i grandi manager ma anche i ministri e i grandi burocrati di stato. In Italia una politica distratta dal consenso, la burocrazia che è un disastro e a questo va aggiunto una magistratura che fa supplenza e che è una aberrazione nel’assenza della politica.
Assunzione a tempo indeterminato del dirigente: abbiamo fatto una verifica dello stato dell’arte e un’analisi: la nostra convinzione è che il dirigente dell’ente avesse maturato nel tempo esattamente la competenza necessaria per gestire le problematiche dell’Ente.
L’alta amministrazione significa dare gli indirizzi di pianificazione strategica e abbiamo messo a posto ogni situazione facendo i controlli. Gli anziani che stanno la dentro sono la nostra principale preoccupazione.
Aumentare la retta a persone che comunque si trovano in difficoltà è un dolore: ma la responsabilità rispetto al patrimonio dove la mettiamo? Abbiamo fatto un’analisi comparativa delle rette della zona e non aumentare la retta avrebbe significato sottrarre speranze a un futuro del servizio per cui un equilibrato aumento della retta per adeguarlo al minimo di quello praticato nella zona era un punto di equilibrio fra il mantenimento del patrimonio e le gestione del sociale.
La mensa “Il Convivio” era un onere per l’Ente: quanti recanatesi si sono presentati? Neanche uno. Ad un certo punto quando ci siamo resi conto che era una distribuzione di pasti completamente aliena dagli scopi dell’ente l’abbiamo chiuso creando non poche polemiche e malcontento. Se l’opera caritatevole va al di fuori dei fini che ti sei proposto è responsabile decidere il da farsi.
Chiusa la chiesetta dell’Assunta: i lavori non erano stati fatti ma pagati, non sembra che il tetto fosse stato messo a posto o, comunque, i lavori sono stati fatti male.
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