In due anni e mezzo ha salito la bellezza di 118 mila scalini non perché sia un tipo sportivo ma semplicemente perché Paolo Francesco Capodaglio, medico di base di Recanati, ha scelto da tempo di prestare volontariamente la sua attività professionale all’Hotel House di Porto Recanati dove, appunto, da due anni e mezzo non funzionano più gli ascensori. Lui sale all’8° piano, dove ha il suo ambulatorio, tre volte la settimana, il lunedì e mercoledì pomeriggio e il giovedì mattina e mediamente visita 80/90 persone alla settimana su circa 2000 presenze nel palazzone. “A volte, dice, do solo dei consigli per risolvere delle problematiche quotidiane o informazioni anche di tipo culturale. Sono 15 anni che ho aperto questo ambulatori all’8° piano dell’Hotel House. L’ho scelto lì perché volevo che il mio ambulatorio fosse nel cuore del palazzo, facilmente raggiungibile da tutti, soprattutto dalle donne che spesso qui hanno una mobilità più limitata degli uomini per ovvi motivi pratici. Quando facevo la guardia medica mi sono reso conto che serviva la presenza di un medico non solo per motivi clinici ma anche come figura di riferimento. E’ stata la scelta più intelligente che abbia fatto nella mia vita, un’esperienza unica, interessantissima dal punto di vita culturale, professionale e umano, che ha contribuito a dare un senso alla mia vita e alla mia professione di medico”.
Ne ha da raccontare di cose Capodaglio anche se preferisce, confessa, lavorare in un cantuccio, tranquillo e sereno.
Con che tipo di “clienti” si trova a lavorare?
Non mi piace molto parlare delle malattie più frequenti che si riscontrano qui. Forse la patologia a cui più spesso mi trovo a dare risposta è il disagio delle donne dell’Hotel House, donne che nel loro paese vivono in una situazione sociale ed economica discreta, che lasciano la loro famiglia e il loro ambiente, le loro amicizie per essere catapultate in un edificio come questo, con mariti spesso senza lavoro in una realtà molto difficile e che incide profondamente nelle loro psiche. Una volta arrivate qui sono sole con i figli, pochi soldi, in un ambiente malsano, senza conoscere nulla, neanche la lingua. Non dimostrano timore di me nel farsi visitare, certo devi saperlo fare e usare tatto e discrezione. Ho un turnover di 30/40 pazienti al mese ma ci sono persone che vengono da me da almeno 10/11 anni.
Con la lingua come fa?
Sicuramente ci sono difficoltà linguistiche. Mi ricordo che una volta vennero 4 persone insieme e chiesi il problema: l’ammalato era uno e tre facevano da traduttori. Mi aiuta un po’ di inglese ma quando una persona sta male si sa spiegare e tu sai come aiutarlo.
Episodi belli o brutti da ricordare?
Brutti no mentre ci sono alcuni momenti belli come quei bambini che ho visitati da piccoli e li ho continuati a seguire finchè non sono diventati grandi e qualcuno adesso sta frequentando l’università. Questi li tengo nel cuore. Ricordo una donna che ho seguito per problemi respiratori tanto che il marito stava già pensando di risposarsi. Grazie ai nostri farmaci la signora è rifiorita e ha avuto un figlio. Quando era incinta è venuta da me tutta contenta dicendomi “dottore lo voglio chiamare Capodaglio”. Io cercai di convincerla a non farlo suggerendogli in alternativa Paolo o Francesco. Fortunatamente è nata una femmina. Due anni fa a Natale fu inviata una lettera da parte dei residenti dell’Hotel House a un quotidiano della zona con la quale mi ringraziavano pubblicamente del mio operato. Questo è stata la mia più grande soddisfazione, il più grande premio che un medico possa avere anche perché fatta in un’epoca in cui invece è più facile scrivere al medico tramite il proprio avvocato.
Ma c’è da aver paura a vivere all’Hotel House?
E’ un posto molto più sicuro di quello che si pensa, deve avere paura solo chi va a pescare nel torbido. Se è vero che all’Hotel House ci sono molte mele marce è altrettanto vero che ce ne sono molte buone. Non dimentichiamoci che una grande percentuale di queste persone sono donne e bambini che giocano nei corridoi del palazzo.
E quando va in vacanza chi la sostituisce?
Le mie vacanze sono state nel 2012 perché mi sono sposato e una settimana quest’anno perché è nata mia figlia. Circa 10 anni fa ho trovato una donna che mi ha sostituito ma poi non ho trovato più nessuno.
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