Ecco la risposta del comitato quartiere Mercato a seguito delle dichiarazioni rilasciate e pubblicate da Pioppi quale presidente in carica del Club Aquila riportate nell'articolo di cui a questo link http://www.radioerre.net/notizie/index.php?option=com_k2&view=item&id=115149:giuseppe-pioppi-la-sede-del-club-aquila-non-si-tocca&Itemid=160
- “ … Abbiamo costruito la sede del Club Aquila con i NOSTRI soldi …”
Non è chiaro a chi sia rivolto l’aggettivo “nostri”, forse il presidente si riferisce al denaro che gran parte dei residenti nel quartiere ( compreso l ‘allora parroco ), e non solo, hanno donato a suo tempo, pensando di contribuire alla realizzazione di uno spazio verde PUBBLICO, atto a svolgere attività ricreative e di socializzazione, di cui un quartiere ha bisogno come linfa vitale.
Questa aspettativa è stata invece disattesa dal momento in cui (ormai da decenni ), l’area è stata recintata e chiusa al pubblico, con tanto di cartello che recita: Proprietà privata – divieto di accesso.
- “ … un privato cittadino fece causa al Club, lamentando disturbo della quiete pubblica… il Tribunale di Macerata condannò il Club a pagare 70.000 euro… “
Nella fattispecie, il Club è stato condannato al risarcimento e alla sospensione di qualsiasi attività ludica recasse disturbo alla quiete pubblica, unicamente perché non aveva rispettato i limiti di orario imposti dall’ordinanza precedente. La responsabilità della multa che il sodalizio ha dovuto corrispondere, quindi, è da imputarsi esclusivamente allo stesso, che ai tempi aveva in gestione l’area in oggetto.
- “ … l’area esterna, quindi, di proprietà comunale, andò incontro ad un progressivo degrado… ecco perché si decise di recintarla, perché costituiva un pericolo…
Fa piacere che finalmente si ammetta che l’area è effettivamente di PROPRIETA’ COMUNALE e certamente non si può discriminare l’area esterna dalla struttura del Club che ivi è stata edificata. Infatti essa sorge appunto su un’area pubblica e trova le sue ragioni di esistere, solo in base ad una convenzione che il Comune allora stipulò con il sodalizio: avere donato denaro (come altri soci) per realizzare un circolo pubblico, in un’area pubblica, NON SIGNIFICA DIVENTARNE PROPRIETARI! Il Club ha forse liquidato tutti gli altri soci che avevano contribuito alla realizzazione della stessa??? Esiste forse un atto di proprietà, col quale il presidente possa rivendicare la legittimità delle sue affermazioni?
Inoltre, se il Circolo aveva una Convenzione con il Comune, per gestire l’area, come mai ne è stato permesso un degrado tale da costituire un pericolo per chiunque avesse voluto usufruirne? Non rientrava forse nei compiti del sodalizio, che l’aveva in gestione, preoccuparsi ed occuparsi della manutenzione dell’area in questione?
- “… Quello che chiediamo è che ci sia lasciato l’uso della sede che abbiamo costruito con i nostri soldi e che oggi ospita anche l’ENAL CACCIA…”
Di chi fossero realmente i soldi ormai è stato ampiamente chiarito, ma a questo punto sorge un altro interrogativo: a che titolo tale sede ospita anche un’altra associazione? Esiste forse un contratto d’affitto? Stipulato da chi, poi, visto che l’area, come unanimemente condiviso, è del Comune???
Quello che è opportuno chiedere ,invece, è che l’area e la struttura annessa vengano finalmente restituite alla comunità, in modo che possa riappropriarsi di qualcosa che le è stato sottratto per anni. Sarà l’Amm.ne Comunale che dovrà designare a chi darla in gestione, ma l’importante è che diventi finalmente il punto di aggregazione mai avuto in questo quartiere ed al quale tutti avranno libero accesso, compresi i soci del sodalizio, che tanto si preoccupano di poter continuare ad usufruire dei locali… il punto è che potranno farlo, esattamente come tutti gli altri.
COMITATO QUARTIERE
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