Il sindaco Francesco Fiordomo fra poco più di 3 mesi consegnerà la fascia di sindaco al suo successore: 10 anni d’impegno in Comune di cui, tutto sommato, da’ un giudizio abbastanza positivo. “Abbiamo portato a casa grossi risultati anche se negli ultimi mesi i contrasti politici interni al PD hanno segnato situazioni complicate e particolarmente tristi”. Si definisce un “artigiano della politica” che ama fare le cose trovando fastidio per l’eccessiva burocrazia. “La più bella soddisfazione, confessa, che hai da sindaco, di fronte a mille difficoltà, i problemi, gli sgambetti, quelli che ti accoltellano o ti tradiscono, è che riesci a realizzare i progetti, a fare cose concrete, visibili, da toccare con mano. Non mi piace per niente la politica delle chiacchiere, dei giochetti, degli accordi”.
A ripensare a questi dieci anni Fiordomo qualche rimpianto ce l’ha, anzi tre grossi rimpianti che sono lì, alla luce del sole, a ricordargli ogni giorno quello che poteva essere e non è stato: la famosa collina Montironi, l’ascensore verde pisello e la gestione dei parcheggi in città. “Per l’istallazione di quei pannelli solari sulla collina di Montironi ci siamo ritrovati lì senza che come Amministrazione fossimo ben consapevole di quello che stava succedendo. E’ stata una leggerezza da parte dell’ufficio e se avessi saputo prima come stavano le cose sicuramente mi sarei mosso diversamente, magari andando anche in contenzioso con il proprietario”.
A non andargli proprio giù, e forse oggi ancor di più visti i cattivi rapporti con l’amico di un tempo Alessandro Biagiola, c’è quell’”obbrobrio”, come lo definì Sgarbi, dell’ascensore verde pisello lungo le mura cittadine, in pieno centro storico. “A suo tempo l’ho difeso, ammette Fiordomo, perché nella squadra ci si difende e si sta insieme, al di là di chi l’ha fatto allora. Certo non critico l’architetto che lo ha realizzato, che ha avuto anche i pareri favorevoli della Sovrintendenza, ma nei progetti io l’avevo sempre inteso come trasparente e invece non lo è.
La terza questione, sulla quale non ho potuto incidere in maniera determinante, è la questione dei parcheggi. C’erano contratti e impegni presi e nel 2009, con i debiti da tutte le parti, non eravamo nelle condizioni di contrattare diversamente, né potevamo certo permetterci di pagare la cauzione di due milioni e mezzo circa necessaria per sciogliere i contratti stipulati. Su queste tre cose, se potessi tornare indietro…”.
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