Per carità, nessun allarmismo: sono solo calcinacci, magari qualcuno un po’ più grosso degli altri, quelli caduti nei giorni scorsi dal soffitto della sala consigliare del palazzo comunale di Recanati, inaugurato nel 1898. La sala, dove si svolgono le sedute di Consiglio, presenta sul soffitto e pareti decori in stile pompeiano, opera del perugino Matteo Tassi.
Il ricordo, però, corre subito a meno di un anno fa, il 29 giugno scorso, quando con una cerimonia in pompa magna si è presentata al mondo intero la riapertura proprio di questo immobile dopo i lavori di messa in sicurezza statica e di restauro. Un intervento importante per una spesa considerevole, coperta grazie all’indennizzo di 3 milioni di euro giunto in Comune dalla polizza assicurativa sottoscritta, a suo tempo, dall’Amministrazione in maniera molto previdente. E come è possibile allora che neanche a distanza di un anno ci siano quei calcinacci?
Sono caduti dal soffitto della stanza nel punto in cui questo fa angolo con la parete. Per fortuna che nel momento in cui c’è stato lo stacco di questi frammetti della decorazione, sotto non c’era nessuno perché non era in corso nessuna iniziativa nella sala consigliare. Ma come mai questo distacco di alcuni frammenti che costituiscono il decoro della Sala Consiliare? Il motivo sembra farsi risalire alle abbondanti piogge del mese di maggio che, per via della presenza del guano dei piccioni nei canali di scolo, non hanno trovato un deflusso regolare ma, anzi, sono ristagnate e lentamente si sono infiltrate all’interno delle pareti esterni del palazzo Comunale.
Ora si dovrà intervenire per porre rimedio a questo inconveniente liberando i canali dal guano e chiamando un restauratore per rifare la parte della decorazione lesionata. Ma niente paura perché per Recanati, con il secondo piano delle Opere Pubbliche di ricostruzione post terremoto sono stati stanziati 15,9 milioni per la sistemazione proprio del Palazzo Comunale. Anche l’ex Convento di Santo Stefano ha a disposizione un finanziamento di 6,8 per la sistemazione dell’istituto Bonifazi. Qui, però, sarà la Provincia a coordinare i lavori per rendere la scuola sempre più accogliente e sicura per i tanti giovani che la frequentano.
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