
Il ritardo del Comune di Recanati sulla questione del mantenimento della sede del Giudice di Pace
Con una mozione depositata il 21 gennaio il gruppo consiliare del PDL chiedeva che l’amministrazione ponesse in atto tutte le iniziative necessarie a scongiurare la soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace dopo che sul sito del Ministero della Giustizia era comparso un elenco delle sedi da sopprimere o da accorpare nel quale era indicata anche la sede di Recanati.
E l’amministrazione cosa ha fatto? A quasi 50 giorni dalla presentazione il Consiglio Comunale, che non si riunisce da quasi tre mesi, non è stato ancora convocato dal Presidente Grufi, come avrebbe dovuto, per discutere la mozione e per attivarsi nel termine previsto dal provvedimento legislativo a difesa del servizio.
Occorre infatti precisare che il Governo ha fissato il termine di sessanta giorni dalla data della pubblicazione dell’elenco, avvenuta l’11 gennaio 2012, per gli enti locali per chiedere e ottenere il mantenimento dei giudici di pace, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi. Spese che saranno suddivise tra i comuni che ricadono nell’ambito della competenza territoriale dell’Ufficio.
Mentre in tutta Italia i Comuni interessati hanno assunto decisioni in merito ed alcuni, ad esempio il Comune di Osimo, hanno già deliberato lo stanziamento per il mantenimento delle sedi, a Recanati si pensa ad altro e si perde un’occasione unica per salvare un presidio già esistente.
Dopo aver perso con l’amministrazione Ottaviani la sede distaccata del Tribunale (ex Pretura) oggi con l’amministrazione Fiordomo ci lasciamo scappare anche l’Ufficio del Giudice di Pace.
Recanati cambia, si, ma perdendo pezzi (l’Ospedale, il Giudice di Pace, le fermate dell’autobus, ecc.).
Ma davvero si pensa di rivitalizzare il centro Storico, di sostenere l’economia, di favorire investimenti, solo con le feste di piazza? Non è forse vero che ogni ufficio chiuso porta con sé minori affari per gli esercizi commerciali e di riflesso meno entrate per lo stesso comune? Che la mancanza di servizi ci fa diventare un paese di serie B ed allontana gli investimenti dei privati?
Questa volta la Giunta Fiordomo non ha alibi e potrà incolpare solo se stessa, la propria inerzia e l’incapacità di governare se non si è mossa a difesa dei suoi cittadini.
Speriamo solo che l’intervento del Sen. Saltamartini il quale ha chiesto al Ministro della Giustizia un termine maggiore dei 60 giorni stabiliti rimetta in gioco la nostra città. Sempre che la Giunta Fiordomo si accorga del problema.
Il coordinatore del PDL
Sabrina Bertini