Sale la tensione a poche settimane dalla convocazione dell’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Recanati-Colmurano, la cui convocazione dovrebbe avvenire entro la prima metà del mese di maggio. I soci che non hanno
gradito i cambiamenti al vertice della banca, avvenuti verso la fine dell’anno scorso, hanno formato da alcuni mesi un Comitato che, in più di una uscita pubblica, si è mostrato alquanto critico verso al nuova gestione della BCC. Si parla anche di una lista di nomi (composta da persone di una certa esperienza nel settore economico-bancario), pronta a candidarsi in sostituzione di quei consiglieri cooptati, nell’ottobre scorso, dal nuovo consiglio di amministrazione. Parliamo, oltre ch
e dell’attuale presidente Alberto Niccoli, anche di Leonello Conocchiari, entrati in sostituzione dei dimissionari Francesco Garofolo e Giacomo Regnicolo (quest’ultimo già presidente). Oltre a sottoporre all’assemblea l’eventuale riconferma di queste due nomine, si dovrà procedere anche alla nomina di altri due consiglieri che si sono dimessi di recente: Rossano Luconi e Mario Flamini, la cui surroga non è avvenuta proprio in previsione della ormai prossima assemblea dei soci. Si dovranno, infine nominare i due sindaci supplenti mancanti, incarichi prima ricoperti da Pasqualino Morbidoni e da Mauro Minestroni. Il primo è andato a sostituire il dimissionario Stefano Vincenzoni da sindaco effettivo, mentre il secondo si era a sua volta dimesso. L’altro sindaco effettivo attualmente in carica è Pietro Bitocchi. Morbidoni dovrà a sua volta essere riconfermato o meno dall’assemblea in questo suo nuovo ruolo. Che il clima si stia surriscaldando lo prova anche il contenuto alquanto polemico di una recente nota del Comitato dei soci presieduto da Marco Lorenzini che accusa il Presidente Niccoli di essere stato eletto amministratore della BCC pur non essendo almeno da due anni socio della banca. Il Comitato infine contesta il bando emesso dall’Istituto di credito “per reclutare un vice-direttore generale che rappresenterebbe un costo per il nostro istituto di oltre 150 mila euro all’anno: ma è questa una necessità o priorità per la banca ? o è forse un segno di sfiducia verso la Direzione Generale ?”