LA BOTTE CON LA CASA INTORNO

Ci sono case di campagna disabitate lungo la strada che conduce a Porto Recanati. Sono case diroccate, squarciate dall’uomo e dal tempo, in attesa d’essere ricostruite e riconsegnate alla vita.

Una, in particolare, cattura l’attenzione di chi guarda e gode dei colori che la primavera regala.

È una costruzione senza tetto, ma qualche parete interna, seppur tremolante, rimane in piedi.

Al centro di quella che doveva essere la cantina, campeggia una botte, grossa, ancora intatta.

Ciò che resta della casa sembra girargli intorno, in un abbraccio protettivo, quasi a volerla salvaguardare dall’inevitabile distruzione.

Una casa “piena” di una botte, di certo, costruita sul posto.

Cosa logica immaginare il locale d’altri tempi, umido e buio, che accoglie il voluminoso contenitore di vino, prodotto dalle vigne di proprietà.

Chiudendo gli occhi, si ha la sensazione di percepirne il profumo e di udire i passi del contadino che ne prende cura.

Lui, che nel giorno di festa, riunita la famiglia, spilla soddisfatto qualche “fojetta” della bevanda genuina e sincera. Sincera, come la vivace allegria della tavola che sa di Cristo e dei bambini che giocano con i nonni, seduti a capotavola.

Nonni e nipoti a raccontarsi storie d’affetti di casa, in una casa di campagna,  dove la vecchia botte, ormai preda di cespugli e rampicanti, di stagione in stagione…resta.

Luciana Interlenghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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