
Nota di Alfredo Moretti, presidente del comitato scientifico IRCER Recanati, a proposito di sanità recanatese. Come non pensare che dietro al concetto di conversione degli ospedali marchigiani e del successivo taglio di spesa previsto per la sanità marchigiana ci sia solo molta improvvisazione, scarsa lungimiranza e pochezza logica? Come potevano pensare di risolvere o di migliorare un problema così gravoso applicando un concetto molto vago, quello della riconversione delle ospedalità marchigiane solo sulla base di numeri, di posti letto e di km2 di territorio. La sanità marchigiana si è sempre organizzata su ospedalità diffuse perché è così che si rispondeva alle richieste di salute dei cittadini.
Adesso noi non possiamo pensare di fare riconversioni basate su modelli di tipo metropolitano. Se la sanità marchigiana per secoli si è basata su un’assistenza diffusa nel territorio, oggi sappiamo che non potevano pretendere di avere un ospedale ultra specialistico in ogni comune, ma dobbiamo invece esigere che in un comune con più di ventimila abitanti e con una storia importante come Recanati siano presenti almeno due realtà strutturali: una che protegga gli anziani con un percorso virtuoso che parte dagli IRCER e che passi per le RSA, che proceda per lungo degenza e che termini per una Geriatria medica organizzata e uno invece predisposto per una “accoglienza primaria”: un punto di primo intervento che sia organizzato in termini di eccellenza con professionisti “motivati e organici” supportati a questo punto da una Casa della Salute che risulti veramente efficace con i Medici di Medicina Generale, arricchita da un’efficace servizio di radiologia, cardiologia ambulatoriale e punto di prelievo per analisi.