Continuano a rappresentare una buona fonte di incasso per il Comune di Recanati, i due autovelox sistemati nel tratto di strada in località Romitelli, lungo la strada provinciale Regina. Complessivamente l’amministrazione Fiordomo dalle violazioni al codice della strada ha incassato nel 2010, 480.577 euro, con una impennata nel 2011 di 834.622 euro, dovuta all’entrata a pieno regime dei due nuovi autovelox. L’anno scorso gli incassi hanno subito una leggera flessione attestandosi nella considerevole cifra di 720.425 euro. Calo dovuto al fatto che gli automobilisti si sono fatti più accorti, evitando di cadere nella trappola di quell’infernale meccanismo elettronico e non ultimo, ci dicono gli addetti ai lavori, perché circolano meno auto, per via della crisi economica. Ma c’è chi avanza forti dubbi che quelle multe siano legittime sollevando dubbi sulla regolarità dell’autovelox di via Gentili, posto in prossimità delle lanterne semaforiche del nucleo abitato di Romitelli all’incrocio con due strade comunali. A riguardo sono partiti già dei ricorsi da parte di automobilisti che contestano la legittimità dell’uso dell’apparecchio di rilevazione della velocità con postazione fissa, quale è quello appunto in prossimità del semaforo per chi giunge da Macerata con direzione mare, perché insiste su tratto di strada ove sono presenti intersezioni a raso ed accessi privati e dove non sussiste alcun divieto di circolazione per i pedoni, anzi c’è addirittura un passaggio pedonale nelle vicinanze. Per cui quel tratto di strada, conformemente al parere del Ministero dei Trasporti, «è a tutti gli effetti una strada urbana, anche se classificata come “strada extraurbana secondaria”». Per cui l’accertamento delle violazioni non possono essere fatte con dispositivi di controllo a distanza, ma sul posto, ad opera di organi della polizia stradale o dei vigili urbani. Da qui anche la contestazione del relativo provvedimento prefettizio adottato, che ha stabilito i limiti entro i quali è possibile utilizzare le apparecchiature automatiche non presidiate direttamente. Fra i numerosi appunti che vengono sollevati contro l’autovelox di Romitelli c’è anche quello della sua visibilità tutt’altro che rispettata. Il box che ospita il meccanismo elettronico è interamente coperto dalla cartellonistica stradale che avrebbe la funzione di segnalare peraltro la presenza del dispositivo. Al danno si aggiunge quindi anche la beffa.