
Sia solo festa oggi per i 50 anni della Clementoni Giocattoli! L’azienda, guidata dai quattro figli del fondatore Mario, vogliono al più presto archiviare lo spiacevole, quanto folle gesto del romeno attentatore perché la giornata di oggi si svolga nella più totale gioia e serenità di tutti. Stefano Clementoni esclude che nel corso della cerimonia di questo pomeriggio, all’Aula Magna del Comune, si faccia il pur minimo cenno a quanto è accaduto venerdì. “La vita continua e dopo lo scampato pericolo ci concentreremo solo su questa grande ed importante ricorrenza e su quanto di significativo e fondamentale, per centinaia di famiglie e per il territorio, ha realizzato mio padre e mia madre in tutti questi anni di lavoro”.
Una festa che continuerà nei prossimi giorni. Stefano Clementoni ha avuto già modo di ringraziare, sia pubblicamente che privatamente, i due operai per lo spirito che hanno dimostrato nell’intervenire tempestivamente allo spegnimento del principio di incendio, che si era sviluppato dall’auto imbottita di materiale esplosivo, e forse lo farà direttamente anche domenica prossima, insieme ai suoi fratelli, Pierpaolo e Giovanni, e alla sorella Patrizia, in occasione della festa con tutti i dipendenti, circa 450, che si ritroveranno nei locali dell’azienda per un brindisi.
Dispiace, invece, per la famiglia avvertire la sensazione che il folle gesto, messo in atto da Ioan Dafinu Nini, l’operaio romeno di 43 anni, sia stato generato dal mancato rapporto lavorativo con l’azienda, peraltro conclusosi tre anni fa, allo scadere del contratto interinale. E’ vero che l’uomo aveva inviato, appena tre giorni fa, un curriculum preceduto dalla richiesta di assunzione, come ne giungono tanti ogni giorno, soprattutto in questo periodo di grave crisi occupazionale. Ma il suo, come quelli di tanti altri disoccupati, non era stato ancora preso in considerazione.
Nè si può pensare che la Clementoni non sia da sempre vicina a chi ha bisogno d’aiuto. Mario Clementoni, legato da sempre alle missione estere dei Frati Cappuccini, ha costruito in Etiopia un asilo per l’infanzia povera; in Italia i suoi figli hanno stretto rapporti con la Fondazione Salesi con un solo obiettivo: contribuire ad alleviarne le difficoltà dei bambini durante il difficile periodo dell’ospedalizzazione. Fra pochi giorni, infine, sarà riproposto in piazza Leopardi “il paese dei balocchi”, l’iniziativa dell’Amministrazione Comunale per la quale la Clementoni metterà a disposizione dei bambini i suoi giochi educativi per rendere la festa più lieta.