Marangoni, Giaconi, Bertini, dalla parte degli Ircer

Se da una parte giungono fulmini nei confronti di Sergio Beccacece, presidente della Fondazione Ircer, accusato da cinque membri del cda dell’Ente di fare politica, di pensare poco agli anziani e di essere troppo polemico nei confronti dell’Amministrazione Comunale, dall’altra ci sono parole di solidarietà e di stima pronunciate da tutte le forze di opposizione. Nelle ultime ore hanno fatto sentire la propria vicinanza a Beccacece la coordinatrice della civica Centro Destra, Sabrina Bertini, che trova condivisibile la scelta del presidente di essersi rifiutato di partecipare alla nomina del nuovo direttore esistendo forti dubbi di incompatibilità fra questo incarico e quello che la vincitrice del concorso attualmente ricopre come presidente dei revisori dei conti del Comune. Anche Simone Giaconi della lista “Per Recanati” trova scandalosa questa presa di posizione dei cinque consiglieri dissidenti che contribuisce a creare una cattiva immagine della Fondazione Ircer e, quindi, un danno incalcolabile alla sua attività sociale. Non ultima arriva la solidarietà del consigliere regionale Enzo Marangoni che, a nome della Lista civica FIT – Famiglia Identità Territorio, parla di un attacco scomposto portato “da cinque consiglieri di amministrazione fedelissimi del Sindaco e da lui nominati, tre dei quali renziani, uno dell’Udc, una di Sel.” Quindi Marangoni sferra un affondo denunciando la volontà della giunta Fiordomo di voler controllare pienamente, in questo ultimo anno del suo mandato, gli Ircer definiti, “un limone da spremere”. Per dare forza a questa tesi il consigliere ha presentato un corposo dossier partendo proprio dall’ultimo atto, quella della nomina del nuovo direttore che si troverebbe a svolgere, scrive, contemporaneamente “la doppia funzione di controllore e di controllato. Oltre a ciò potrebbe esserci anche una incompatibilità giuridica” per la quale la lista civica ipotizza anche la possibilità “che alcuni candidati esclusi presentino ricorso.” In questo dossier si denuncia come la Fondazione Ircer sia ridotta ad una specie di “cosa de noantri col silenzio-assenso degli altri partiti politici di maggioranza e dell’assessore ai servizi sociali.” La lista civica va giù pesante nello sua requisitoria accusando che “qualcuno (leggi sindaco Fiordomo ndr) si è impadronito di fatto degli Ircer nominando propri fedelissimi esecutori senza nemmeno dare rappresentanza alle minoranze presenti in consiglio comunale, come sempre era invece avvenuto in passato.” Ricordando la vicenda dell’acquisto dell’immobile delle ex Clarisse e la promessa non mantenuta di trasformare alcuni terreni di proprietà dell’Ente da agricoli a edificabili si plaude alla “oculata gestione Beccacece che ha permesso al bilancio dell’Ente di ritornare positivo con un piccolo utile che potrebbe permettere di dimunuire un po’ le rette, anche in modo simbolico, per dare un segnale agli anziani ospiti e alle loro famiglie.” Ma non si può, denuncia infine Marangoni, perché “la situazione economica resta precaria per colpa del Comune che non corrisponde agli Ircer il contributo, previsto per legge, per l’integrazione delle rette di anziani indigenti.”

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