Il nostro dirigente regionale Asur, Pierluigi Gigluicci ha comunicato in forma ufficiale quanto già si poteva vedere presso l’ospedale Santa Lucia. I lavori di ristrutturazione e ammodernamento dell’immobile e degli impianti per la dialisi sono finalmente partiti.
Le procedure, lunghe e complesse, hanno indotto a qualche maliziosa perplessità ma alla fine, grazie anche ad una attenta vigilanza e alla disponibilità degli organi sanitari proposti, si è arrivati alla conclusione. Il milione e 200 mila euro si sta spendendo e mi permetto di ricordare che questo è un raro intervento in mezzo ad una desolante scarsità di mezzi anche per le più piccole manutenzioni. Nonostante ciò è confermato anche l’ulteriore milione e 200 mila euro esattamente come comunicato alla conferenza stampa di tre anni fa nella quale, come assessore regionale ai servizi sociali congiuntamente al collega Mezzolani, assessore alla sanità, presentavamo questo progetto che, dunque, non è stata una favola come alcuni sostenevano. Di questo dovrebbero gioire tutti, minoranza compresa, perchè in mezzo a tante chiacchiere, critiche e polemiche inutili, vediamo finalmente un rilancio della nostra struttura sanitaria adeguata ai tempi mutati e alle esigenze di cura, compatibilmente con i pochi soldi disponibili. Il progetto di avere oltre alla chirurgia a ciclo breve, la lungodegenza, la dialisi e gli altri servizi anche il poliambulatorio e la RSA all’interno della stessa struttura potrà essere realizzato in breve tempo. Vendendo la palazzina, che attualmente ospita il poliambulatorio, avremo altre migliaia di euro a disposizione per il nostro Santa Lucia. Ad arricchire questa organizzazione sanitaria si aggiungerà la casa della salute con il servizio dei medici di base, il rafforzamento del punto di primo intervento con ambulanze a disposizione, e le nuove specializzazioni annunciate a cominciare dalla dermatologia.
Questo significa che un’altra indicazione, a suo tempo da noi prevista, si sta realizzando: l’articolazione sul territorio di tutte quelle attività e servizi sanitari che non necessitano dell’emergenza-pronto soccorso. Questa è la diversificazione delle strutture: non più 28 ospedali nelle Marche, che fanno tutti le stesse cose e spesso male per mancanza di personale e attrezzatura adeguate, ma una seria diversificazione per far si che all’interno di ogni Area Vasta-Provincia ci sia tutto quello che serve nel ragionevole raggio di poche decine di chilometri. La difesa municipalistica dei servizi, oltre che ingiusta, non serve a nulla se alla fine i cittadini non hanno tutto ciò che serve per garantire le cure e la prevenzione necessaria per una buona tutela della salute fisica e mentale.
Essere stato il promotore di questi progetti come rappresentante regionale della mia Provincia, e vederli oggi realizzati, mi fa pensare che lavorare con pazienza e nel silenzio, senza cedere alle demagogie e senza inseguire polemiche, serve a costruire il bene comune possibile, concreto e utile all’intera comunità cittadina.
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