L’archeologo Lilli sul ilfattoquotidiano.it affronta il triste stato del castello di Montefiore

Stringe il cuore all’archeologo romano Manlio Lilli vedere come il castello di Montefiore si sia trasformato nel tempo da “luogo di identità culturale a simbolo di sagre.” Un amaro sfogo che è comparso ieri nelle pagine del blog “Ilfattoquotidiano” con la speranza “che il Castello torni ad essere un elemento qualificante del patrimonio di Recanati.” E’ per questo che Lilli si augura che “Recanati non voglia rinunciare a valorizzare per intero la sua storia, non solo quella relativa a Leopardi”. L’archeologo ricorda che il Comune di Recanati nel 2010 ha dovuto chiudere l’accesso al Castello di Montefiore a scopo precauzionale perché erano incorsi, come si leggeva in una nota dell’amministrazione, “problemi di carattere strutturale che per motivi di sicurezza ci obbligano ad impedire l’accesso sia ai turisti che ai singoli cittadini. Stiamo provvedendo a degli interventi di puntellamento che consentiranno l’agibilità esterna a totale garanzie delle feste e delle sagre previste nelle prossime settimane ed è stato anche incaricato un geologo per scoprire l’origine di queste nuove problematiche strutturali, che sono emerse successivamente, lo ricordiamo, ad un costoso restauro portato a termine dalla precedente amministrazione.” Il Comune, ricorda con una puntina di sarcasmo l’archeologo Lilli,  ha provveduto a quel che prometteva prima con opere di puntellamento e poi dando incarico ad un geologo per scoprire l’origine di queste nuove problematiche strutturali. Peccato che mentre la prima opera ha consentito “l’agibilità esterna a totale garanzie delle feste e delle sagre previste”, in tempi rapidissimi, la relazione geologica non sia stata seguita da alcun intervento. Così anche quest’anno polenta e ciliegie hanno richiamato tante persone sotto il Castello. Ancora chiuso. Servono ulteriori risorse, aggiungeva allora il Comune di Recanati, per provvedere “al corposo intervento di consolidamento per risolvere il problema della frana che guarda verso Passatempo”. Una cifra intorno al milione di euro. Lo ha fatto presente, si legge ancora nel blog,  lo stesso sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, incontrando gli abitanti della frazione nel novembre 2013 aggiungendo che: “Solo una volta terminato quell’intervento sarà possibile avviare il recupero della struttura”. Trascorsi quasi due anni, nulla è cambiato, scrive Lilli: “Il castello è ancora lì, circondato dai ponteggi, avvolto dal degrado. Assediato da vegetazione infestante e umidità. Nonostante la sua rilevanza.” Lilli termina rammentando a chi amministra che quel territorio di infinita poesia è raffigurato in uno degli affreschi presenti nella Sala del Consiglio del Comune, opera di Tassi da Perugia. “Perché la questione del Castello non è recente. Lo è solo la sua chiusura. La sua sostanziale dismissione.”

;

Lascia un commento