Una triste storia di malasanità vede, dopo dieci anni, il pronunciamento dei giudici della sezione civile del tribunale di Macerata che condanna l’Asur Marche a pagare circa un milione e mezzo di euro di risarcimento danni, oltre il pagamento delle spese.
Siamo nel febbraio del 2005 e sul tavolo dell’ex Zona territoriale di Civitanova Marche giunge l’atto di citazione in giudizio per risarcimento danni promosso da A.C. e B.J, genitori di un bimbo che, appena nato all’ospedale di Recanati, presentava gravi danni al cervello. Parte la denuncia e il tribunale, per far luce su quanto accaduto, affida la perizia d’ufficio al suo consulente tecnico che rileva effettivamente un danno biologico con invalidità determinato da una non corretta gestione del travaglio che non sarebbe stato monitorato in maniera efficiente e continuativa. Ciò sarebbe all’origine della sofferenza perinatale determinata dalla asfissia celebrale.
L’Asur si rivolge alla sua assicurazione che, però, non vuol saperne di coprire economicamente il danno eccependo la non operabilità della polizza per una questione contrattuale. Alla fine della lunga e penosa vicenda giunge, come dicevamo, la sentenza di condanna da parte del Tribunale di Macerata dell’Asur Marche, riconosciuta responsabile di quanto accaduto al bambino, chiamata ora a risarcire con una cifra importante il danno alla famiglia del minore. In più l’Azienda sanitaria dovrà liquidare all’Assitalia assicurazioni, chiamata in causa, le spese di lite quantificate in oltre 20 mila euro.
Ma la storia non sembra concludersi qui perché la famiglia del bimbo aveva chiesto un risarcimento ben più elevato per cui è molto probabile un suo ricorso in appello.
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