Le promesse non mantenute del cantiere di Corso Persiani

Si sentono ingannati i commercianti di Corso Persiani che vedono completamente disattese le promesse e le tante assicurazioni fatte loro dall’Amministrazione sulle modalità di procedura dei lavori per la nuova pavimentazione della via con tanto di rifacimento dei sotto servizi. Un’opera che comporta tempi lunghi di esecuzione, circa sei mesi. Nel corso dell’incontro del 9 luglio scorso fra tutti i commercianti della via e gli amministratori e tecnici del Comune, fra cui il sindaco Fiordomo, il dirigente dell’ufficio tecnico Maurizio Paduano e il comandante della polizia municipale Luigi Baldassarri, s’era detto che i lavori sarebbero stati realizzati con una modalità precisa per creare meno disagi possibili: la prima parte avrebbe interessato il tratto di strada che andava dall’Ufficio Postale per terminare all’altezza di via Porta San Filippo; terminato questo primo tratto, si sarebbe iniziata la fase due: da Porta San Filippo sino a Piazza Leopardi.

I lavori sono partiti il 25 luglio scorso e neanche una settimana dopo il cantiere ha superato di gran lunga il limite di Porta san Filippo avanzando di parecchi metri verso piazza Leopardi e inglobando così diversi altri esercizi commerciali. I commercianti lamentano anche il fatto che non è stato predisposto un passaggio trasversale, che colleghi i due marciapiedi in modo da collegare un lato all’altro della strada, senza obbligare i pedoni e i possibili clienti degli esercizi di circumnavigare, ogni volta, l’intero cantiere.

Accorgimenti non messi in atto o a cui non si è pensato per scarsa sensibilità nei confronti di chi ha visto abbattere in pochi giorni la propria clientela. I patti, dicono, vanno rispettati. Il danno non è da poco perché un conto è rimanere incastrato all’interno del cantiere per un periodo di diverse settimane, un conto stare in queste condizioni per diversi mesi.

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