Non si sfascia un altare per farne un altro

Don Rino Ramaccioni, parroco di Cristo Redentore nel popoloso quartiere di Villa Teresa, impegnato da sempre a favore dei poveri, esprime tutta la sua amarezza e anche disappunto per come si sta concludendo l’esperienza a Recanati del “Convivio”, la mensa per i poveri gestita dagli Ircer e dal Comune.

 

“Era una bella idea perché c’era la volontà non tanto di limitarci a dare da mangiare a chi ha fame quanto di poter entrare in convivenza con loro da parte dei volontari che svolgevano questo servizio”

 

Un’idea, però, che è durata appena due anni

 

"La cosa che dispiace di più è venire a sapere dalla stampa e dalle voci che circolavano che è stata chiusa un’esperienza per preparare la quale si sono stati incontri fra i vari promotori: Ircer, Comune, parrocchie e associazioni di volontariato. Adesso sapere che qualcuno ha deciso per tutti non credo che ai volontari faccia piacere."

 

Dicono che era venuto meno lo spirito per cui era nato il Convivio.

 

"Ma se c’erano dei problemi questi dovevano essere affrontati e risolti. Invece si è preferito tagliare la testa al toro dicendo chiudiamo. Ma ora chi pensa a coloro che hanno fame? Perché chi ha fame continua ad aver fame."

 

Non si può fare nulla per loro?

 

"Vedremo di poter rimediare al ritiro del Comune mettendo in piedi un’organizzazione per dare comunque una risposta concreta al bisogno. Chiudere, lo ripeto, non penso che sia stata una bella idea, soprattutto chiudere senza sentire più di cento volontari."

 

Il Comune vuole mettere su una iniziativa per la distribuzione di pasti o alimenti che vengono raccolti da ristoranti, mense o dai supermercati

 

"L’importante è coordinare queste iniziative con chi già le svolge. Non ha senso, comunque, sfasciare un altare per farne un altro. Non so se è un atto prudenziale."

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