Un lotto per una tomba di famiglia che nessuno vuole

Ma che cosa ha quel lotto cimiteriale che il Comune da 20 anni cerca di vendere e che nessuno lo vuole? Lo strano caso è  raccontato nella determina del dirigente dell’Area Servizi al Cittadino (adottata il 29 aprile scorso ma pubblicata solo oggi, chissà perché?) e che ricostruisce la curiosa vicenda di quel lotto. Si parte nel lontano marzo 1995 quando l’area cimiteriale di 12 mq., distinta al rettangolo 12, lotto 165 (attuale 215), fu concessa ad Alberto Ottaviani per la costruzione di una tomba di famiglia. Nel 2001 si prende atto che, però, la realizzazione della cappellina non era stata ancora realizzata e quindi l’area viene ripresa dal Comune e concessa a Mauro Minestroni che ne aveva fatto richiesta. Ma anche qui si registra un nuovo dietro front: nel 2004 Minestroni restituisce l’area al Comune, in quanto non più interessato al lotto; siano al 2007 e l’area, un pochino più ampia, dai 12 mq. si passa a 16, viene venduta per la terza volta a Alba Troscè che paga al comune la somma di  12.395 euro. Ma, nell’avvio dei lavori, si riscontrano diverse problematiche tanto che, poco dopo, anche lei chiede di poter restituire quell’area nel 2015,  di nuovo al Comune  e di avere indietro i suoi soldi. E così è: il Comune si riprende indietro il lotto di terra sperando prima o poi di poterlo assegnare definitivamente a qualcuno. Anzi, vincola la restituzione dei soldi all’ultima proprietaria proprio solo quando riuscirà ad assegnare di nuovo quell’area cimiteriale. Insomma solo e quando riusciranno a piazzarlo di nuovo quel lotto la recanatese Troscè potrà avere indietro le 12.395 euro già versati.

di Antonio Tubaldi

 

 

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